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22/01/2010

l restauri di Villa Nievo Bonin Longare di Montecchio Precalcino

MONTECCHIO PRECALCINO – È stato presentato oggi il progetto che vede protagonisti l’Istituto Regionale Ville Venete (I.R.V.V.) e l’Azienda Sanitaria Ulss n.4 “Alto Vicentino”, insieme per la salvaguardia di uno degli edifici storici che fanno parte del patrimonio immobiliare dell’azienda sanitaria.

Il direttore generale dell’Ulss n. 4 dottor Domenico Mantoan e la presidente dell’I.R.V.V. Nadia Qualarsa hanno illustrato - in occasione di una conferenza stampa tenutasi nelle sale della villa, ritornate all’antico splendore - le caratteristiche dell’intervento di restauro di Villa Nievo Bonin Longare di Montecchio Precalcino, sede del centro congressi, promosso dall’Azienda Sanitaria e finanziato dall’I.R.V.V..

 

Il progetto riguarda il restauro conservativo dei soffitti lignei decorati, degli infissi, i portoncini e il ripristino delle pitture decorative presenti in ogni singola stanza del piano terra dell’edificio, oltre che della vetrata del portico d’ingresso verso il parco. Complessivamente l’intervento prevede l’investimento di circa 400 mila euro, che verrà parzialmente coperto dall’I.R.V.V. con un finanziamento attraverso un mutuo di 250 mila euro e un contributo di 50 mila euro a fondo perduto.

L’opera di recupero consente di garantire una migliore conservazione della struttura nel tempo, nonché il restauro finalizzato ad una migliore fruizione degli ambienti che valorizzerà gli affreschi presenti. Tra gli autori delle pitture murali vale la pena menzionare i milanesi Giacomo Campi e Giuseppe Spreafico e il vicentino Dal Corno.

 

“L’Istituto Regionale Ville Venete ha accolto con grande positività la richiesta dall’Azienda Sanitaria Ulss n. 4  “Alto Vicentino”– spiega la presidente dell’I.R.V.V. Nadia Qualarsa – perché consapevole che la Villa Nievo Bonin Longare rappresenta uno degli edifici più conosciuti di questo territorio, inserito in un contesto paesaggistico di grande fascino, legato alla cultura e alle tradizioni del luogo.

Con gli stessi obiettivi siamo intervenuti nel 2009 in provincia di Vicenza, attraverso finanziamenti destinati al recupero, restauro e valorizzazione di altre otto dimore storiche. Complessivamente alla provincia di Vicenza sono andati 2,5 milioni di finanziamenti, mentre a livello regionale l’istituto è intervenuto in 33 progetti, di cui 4 in Friuli Venezia Giulia, erogando circa 11,5 milioni di euro. Non è stato possibile, a causa delle ristrettezze economiche dovute alla crisi, rispondere a tutte le domande pervenute, ma resta il fatto che dai proprietari, dalle istituzioni, dai comuni, dagli enti del territorio proviene una domanda di sostegno, ogni giorno più forte, per il recupero, la valorizzazione e la ridefinizione delle funzioni di questi edifici storici in una logica contemporanea. La Villa Nievo Bonin Longare rappresenta una testimonianza proprio di questo crescente interesse.”

 

Da parte sua il Dottor Mantoan, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Ulss n.4 “Alto Vicentino” ha affermato che: ”Grazie ai finanziamenti dell’Istituto Regionale Ville Venete è stato possibile avviare un intervento di restauro su diverse sale di Villa Nievo Bonin Longare: i dipinti dell’ingresso, la sala a crociera, utilizzata per i convegni e altri due spazi di cui uno è la sala adibita ad archivio storico dell’Ulss n. 4. L’archivio completo conterrà la documentazione sanitaria dell’antico ospedale psichiatrico di Montecchio Precalcino e le cartelle cliniche dei vecchi ospedali di Schio, Malo e Thiene. Il progetto di restauro, che si concluderà a settembre 2010, permetterà la conservazione di un patrimonio storico e artistico significativo per il territorio e a favore della comunità dell’Alto Vicentino.”

 

Anticamente la villa faceva parte del patrimonio della famiglia Nievo, feudatari di Montecchio Precalcino dal 1333. L’edificio del tardo Seicento fu disegnato dal vicentino Otto Calderari, ma venne successivamente più volte modificato fino ad arrivare all’attuale struttura eretta negli anni 1880-1882. Nella seconda metà del ‘600 il complesso architettonico era infatti caratterizzata da un massiccio fabbricato affiancato da una poderosa torre, un’ampia barchessa e la cappella di San Michele Arcangelo.

A partire dalla fine dell’Ottocento l’architetto milanese Michele Cairati approntò tutta una serie interventi proponendo quell’eclettismo, allora di moda, che incontrò il pieno favore della committenza. Furono Ludovico Bonin-Longare e sua madre la contessa Anna Bruschi Falgari che nel 1937 cedettero l’intera proprietà all’Amministrazione Provinciale di Vicenza che la destinò a Colonia elioterapica dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale. Già durante la Prima Guerra Mondiale, invece, la villa fu adibita ad Ospedale Militare Inglese.

Nel 1978 il complesso venne poi diviso tra l’Amministrazione Provinciale e l’Ulss n. 4 “Alto Vicentino”, che proseguì nell’assistenza ai malati psichici.

 

I lavori relativi alla villa di Montecchio Precalcino rientrano in un più ampio disegno di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale, portato avanti, da più di cinquanta anni, dall’I.R.V.V..

L’Istituto nasce nel 1979 dal precedente Ente per le ville venete, creato nel 1958, proprio con compiti specifici di tutela, salvaguardia e valorizzazione delle 4000 ville presenti sul territorio regionale veneto. Dalla sua nascita gli interventi di restauro finanziati dall’istituto regionale sono stati numerosissimi, per un valore complessivo di 130 milioni di euro a favore di 1750 dimore storiche. Inoltre il crescente aumento delle domande di finanziamento negli ultimi anni dimostra l’importante cambio di sensibilità, attenzione e cultura da parte non solo di privati ma anche delle istituzioni pubbliche.

 

A fianco ai finanziamenti destinati al restauro, sempre più intenso è l’impegno nella valorizzazione e conoscenza delle Ville Venete attraverso la promozione di studi, ricerche, programmi ed iniziative culturali senza scopo di lucro. Non solo, ma anche interventi di rivisitazione degli spazi, per favorire migliori condizioni di utilizzo delle ville, mantenendone, peraltro, la struttura originaria.

Molto viva è anche l’opera di divulgazione della conoscenza delle Ville Venete rivolte al pubblico, come per esempio il “Festival della Villa Veneta”, arrivato alla terza edizione. Il festival rappresenta un’importante occasioni di approfondimento della conoscenza delle dimore storiche venete, grazie all’apertura al grande pubblico di due ville di proprietà regionale, Villa Contarini Ghirardi a Piazzola sul Brenta (Padova) e Villa Pojana a Pojana Maggiore (Vicenza).

All’interno del festival il “Premio Villa Veneta” rappresenta, invece, un pubblico riconoscimento al merito di proprietari, architetti, o personalità della cultura e del giornalismo che si sono impegnati nella diffusione della conoscenza e nella promozione della valorizzazione dell’inestimabile patrimonio rappresentato dalla dimore storiche nel territorio regionale.

Da ricordare è anche l’impegno dell’Istituto Regionale Ville Venete in ambito scientifico, attraverso la collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. È in corso infatti un ambizioso lavoro di ricerca volta alla catalogazione degli affreschi appartenenti alle Ville Venete. Sono già stati pubblicati due volumi dedicati alla presentazione degli affreschi del Cinquecento e del Seicento ed in corso la realizzazione di un terzo volume dedicato al Settecento.

 

 

 

 

 

 

Sito web dell’I.R.V.V. :  www.irvv.net

 

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