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15/12/2009
NEL VICENTINO 8 CAPOLAVORI TORNANO ALL’ANTICO SPLENDORE
Anche la provincia di Vicenza è protagonista dell’attività di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale rappresentato dalle ville venete. Nel corso del 2009, l’Istituto Regionale per le Ville Venete (I.R.V.V.) ha concesso finanziamenti per un ammontare complessivo di 2,5 milioni di euro, dedicati al restauro delle dimore storiche del Vicentino.
I finanziamenti sono stati destinati ad interventi di restauro e ristrutturazione in otto complessi architettonici presenti in provincia. Complessivamente, tra gli investimenti dei proprietari delle ville e i fondi erogati dall’I.R.V.V. si stima siano state messe in campo risorse per cantieri pari a circa 4,5 milioni di euro.
Nel primo semestre di quest’anno, gli stanziamenti hanno raggiunto i 2 milioni di euro, di cui 1 milione 620 mila euro circa hanno riguardato mutui concessi attraverso convenzione con la Cassa di Risparmio di Venezia. Per quel che riguarda invece il secondo semestre 2009, l’I.R.V.V. ha previsto stanziamenti per circa 600 mila euro.
Le ville vicentine beneficiarie dei finanziamenti erogati nel 2009 sono le seguenti.
I Rustici di Villa Trissino Meledo di Sarego
I Rustici, detti anche le Barchesse di Villa Trissino, furono edificati nel 1567, nel piccolo centro di Meledo di Sarego. Questi edifici di servizio rappresentano un frammento di architettura palladiana e sono l’unica parte superstite del progetto per una villa veneta. Il Palladio afferma nei suoi “Quattro Libri dell’Architettura” di essere stato commissionato per il progetto dai fratelli Ludovico e Francesco Trissino, figure di primo piano dell’aristocrazia vicentina. Si ipotizza che il progetto originario fosse una struttura imponente ispirata a schemi delle antiche acropoli romane e le imponenti fondazioni in pietra degli edifici lungo il fiume e nelle due barchesse ne rappresentano la testimonianza.
Il progetto prevede interventi per un totale di 550 mila euro, che si concentreranno principalmente nella sistemazione del tetto e in opere strutturali. L’I.R.V.V. interviene con 350 mila euro di mutuo a tasso zero (come per tutte le ville d’autore, di particolare interesse storico e artistico) e, trattandosi di una villa palladiana, con 70 mila euro di contributo a fondo perduto.
Villa Sale Curti Sovizzo
(due stralci)
Si erge in un suggestiva scenografia, circondata da un ampio parco inglese a Sovizzo. L’edificio centrale, che risale al tardo cinquecento, era della famiglia Sale di San Damiano e poi Mocenigo. Grazie al suo sviluppo asimmetrico si ipotizza che la villa sia stata costruita sulle rovine di un antico castello dei Bissari, distrutto nel XIII secolo durante le lotte tra i Comuni. A destra del corpo centrale si trova l’ala gotica realizzata recuperando elementi architettonici gotici provenienti da antiche costruzioni Venete, Lombarde ed Emiliane. A sinistra invece, l’ala romanica contiene finestre a cornice bugiata provenienti da un edificio distrutto nei pressi di Sovizzo. Del complesso fanno parte anche il portico pavimentato della barchessa, il parco arricchito da colonne, antichi pozzi e statue e le sale caratterizzate da pezzi unici della Collezione della famiglia Curti.
I lavori riguardano il tetto, il consolidamento strutturale della copertura e dei solai, gli intonaci e la sistemazione delle facciate, per un totale di 380 mila euro di investimento. I due stralci sono oggetto di finanziamenti distinti con mutui rispettivamente di 250 mila euro e 61 mila euro. L’I.R.V.V. interviene con contributi in conto interessi con l’abbattimento delle rate relative alla quota interessi per un tasso del 2,5%.
Villa Negri Piovene Mussolente
Probabilmente edificata su un corpo preesistente chiamato il “villino”, il complesso si trova a Mussolente. Fu commissionata dal nobile bassanese Antonio Negri Miazzi all’architetto Antonio Gaidon e la sua costruzione si concluse entro il 1763. Sulla cima di un colle e introdotto da una scalinata, il complesso si compone di più corpi di fabbrica: al centro il corpo principale su tre piani, ai fianchi due ali più basse ma raccordate da brevi corpi arretrati, mentre all’estremità si trovano due strette foresterie di maggiore altezza.
L’intervento prevede il restauro della barchessa, della facciata nord ovest e del vano scala. L’importo complessivo di 170 mila euro di lavori è finanziato con un mutuo a tasso agevolato di 120 mila euro.
Villa Ferramosca Sesso Beggiato Grisignano di Zocco
(due stralci)
Il complesso si trova ai margini orientali di Grisignano di Zocco, lungo la strada statale che collega Vicenza a Padova. La villa fu voluta nel 1568 da Girolamo Ferramosca, giureconsulto e cavaliere vicentino, come ricorda la scritta sul fregio della villa, e fu il frutto di una probabile collaborazione di Gian Domenico Scamozzi con il figlio Vincenzo. È articolata in un corpo rustico, sul cui lato orientale si erige la cappella della metà del ‘400 dedicata a sant’Ambrogio, in una barchessa su cui si innesta un altro corpo a portico che si conclude con il palazzo residenziale e due cappelle laterali aggiunte al corpo principale. Di grande interesse è il fabbricato sul lato nord della villa che dovrebbe coincidere con la vecchia fabbrica dominicale quattrocentesca.
La destinazione del complesso è residenziale. Sono stati previsti lavori per un ammontare di circa 600 mila euro, finalizzati ad un restauro complessivo con risanamento e messa in sicurezza delle coperture. Il progetto prevede inoltre il consolidamento strutturale, il ripristino di catene, il restauro di teste di travi, il rifacimento dell’orditura sottomanto, il rifacimento del manto di copertura, opere da lattoniere, scossaline, pluviali e copertine. Con il primo stralcio di interventi si è previsto lo stanziamento di un mutuo di 350 mila euro e un contributo di 52 mila e 500 euro, mentre il secondo stralcio sarà finanziato dall’I.R.V.V. con un mutuo di 145 mila euro ed un contributo di 21 mila e 175 euro.
Villa Serta Giaconi Creazzo
I Serta iniziarono a costruirla nel secondo seicento ed ora la villa d’autore si erge solitaria sulla collina di Creazzo. Si ipotizza che sia stata commissionata ad Andrea Pizzoccaro, ma lasciata incompiuta, la villa, dopo essere stata abbandonata, cadde in rovina. Notevole nella stanza d’angolo sud-est un imponente caminetto mentre la cappella costruita da Andrea Serta nel 1705 fu distrutta parecchi decenni fa. Scomparso anche il cancello di ferro battuto e disperse le statue nel giardino.
L’intervento più importante del primo semestre è dedicato proprio a questo complesso. I lavori si concentrano sul consolidamento strutturale dell’ala nord per un impegno di 1 milione e 800 mila euro di cui 350 mila finanziati dall’I.R.V.V. e 52 mila e 500 euro di contributo a fondo perduto.
Villa Barbaran Muraro Nanto
Il complesso si trova nel comune di Nanto, antico borgo vicentino conosciuto per la pietra da costruzione. L’elemento principale di questa semplice ma elegante dimora signorile del ‘500 è il portico tuscanico con archi a tutto sesto che occupa la parte centrale del pian terreno. All’interno si trovano affreschi di Domenico Brusasorci.
La villa riceverà dall’I.R.V.V. un mutuo di 190 mila euro a cui si aggiunge un contributo di 28 mila e 500 euro a fondo perduto. Il progetto prevede il consolidamento strutturale dell’ala nord per un valore di 300 mila euro.
Villa Garbinati Tecchio Sandrigo
La villa in località Lupiola di Sandrigo, è un complesso del XVII secolo, probabile opera di carlo Borella. L’edificio principale fu realizzato nel 1672 quale ristrutturazione e ampliamento di alcuni rustici, ma subì numerosi interventi negli anni successivi. Attualmente la villa è costituita da un corpo principale su tre piani a cui si aggiunge una torre colombara che prosegue in una barchessa maggiore con portico di gusto neoclassico prospiciente il giardino interno. Accanto all’edificio principale se ne trovano altri due secondari, di cui uno in stile neogotico. L’intero complesso è perimetrato da un muro di cinta che racchiude il giardino interno.
Anche la destinazione della Villa Garbinati è residenziale e si prevedono lavori per circa 117mila e 500 euro. Il progetto mira ad un restauro interno del corpo padronale e alla manutenzione straordinaria degli impianti. È inoltre previsto il ripristino delle pavimentazioni alla veneziana, il rifacimento di intonaci e pitture, il restauro dei controsoffitti in cannucciato, il recupero delle porte lignee, l’adeguamento dei servizi igienici e degli impianti in genere. Per il lavoro è previsto un finanziamento dall’I.R.V.V. con un mutuo di 85.000 euro e un contributo di 12.750 euro.
Villa Nievo Bonin Longare Montecchio Precalcino
Ubicata a Montecchio Precalcino, la villa ora è destinata a Centro congressi e servizi dell’Azienda Sanitaria Locale n.4 “Alto Vicentino”. Anticamente della famiglia Nievo, feudatari di Montecchio Precalcino dal 1333, la villa venne più volte modificata fino ad arrivare all’attuale edificio neogotico eretto negli anni 1880 -1882. Nella seconda metà del ‘600 la villa era infatti caratterizzata da un massiccio fabbricato affiancato da una poderosa torre, un’ampia barchessa e la cappella di San Michele Arcangelo. A partire dal 1846 l’architetto Antonio Caregaro Negrìn approntò tutta una serie interventi proponendo quell’eccletismo, allora di moda, che incontrò il pieno favore della committenza. Furono Ludovico Bonin-Longare e sua madre la contessa Anna Bruschi Falgari che nel 1937 cedettero l’intera proprietà all’Amministrazione Provinciale di Vicenza che la destinò a Colonia elioterapica dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale.
Sono previsti lavori per circa 400 mila euro, finalizzati ad un restauro complessivo con risanamento conservativo degli apparati pittorici decorativi, presenti nei locali al piano terreno. Per il lavoro è previsto un finanziamento dall’I.R.V.V. con un mutuo di 250 mila euro e un contributo di 50 mila euro.
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