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06/02/2009
STATUE E VILLE, UNA BUSSOLA SUL WEB
VENEZIA - Una bussola per orientarsi e navigare sicuri tra le centinaia di ville venete, tra le migliaia di statue che ne impreziosiscono i giardini. Una sorta di atlante virtuale per catalogare e quindi ritrovare alcuni degli edifici e delle testimonianze artistiche più preziose del patrimonio culturale veneto. Questa la funzione del motore di ricerca che consente di estrapolare dalla rete Internet le ville venete del territorio e con esse, attraverso un archivio dedicato e curato dalla Fondazione Giorgio Cini, anche l'enorme patrimonio di sculture che ornano questi edifici.
I due strumenti, verranno nelle prossime settimane affinati, aggiornati, implementati e messi in relazione tra di loro. Entrambi sono già accessibili e consultabili iniziando la navigazione dalle pagine del sito web www.irvv.net, sito ufficiale dell'Istituto regionale per le ville venete che, attraverso questi mezzi di ricerca, aggiunge un servizio in più.
La ricerca delle ville, consente di scovare informazioni e dati relativi anche a quelle meno conosciute, meno pubblicizzate. Un viaggio consapevole e approfondito attraverso gli oltre 4.200 edifici che punteggiano il nostro territorio. Un sistema per svelarne i dettagli, per accendere i riflettori su ciascuna villa.
Si tratta di uno strumento di divulgazione e informazione a disposizione anche del pubblico, che raccoglie in ciascuna scheda, oltre alle immagini degli edifici, i dati essenziali storici e architettonici e le indicazioni sulla zona che ospita la villa. E assicura anche la possibilità di osservare e conoscere separatamente tutti gli elementi e gli edifici che contornavano le costruzioni principali: dalle barchesse alle torri colombare solo per fare qualche esempio.
C'è poi l'enorme patrimonio rappresentato dalle statue che decorano i parchi e i giardini delle ville, corollario indispensabile per leggerne la storia e l'evoluzione. Sul web esiste un archivio a loro dedicato.
Sono oltre 1500 le statue schedate fino ad oggi, cifra che supera quota 5mila se si parla più in generale delle immagini che le illustrano, e appartengono a cicli scultorei presenti in oltre sessanta ville venete, tra le più importanti e rilevanti dal punto di vista storico e architettonico. Un patrimonio inestimabile, ma spesso poco conosciuto e valorizzato: quello della statuaria da giardino raccolto in un catalogo on line dalla Fondazione Giorgio Cini e dall’Istituto regionale per le ville venete.
Un lavoro di censimento e di ricerca, di studio e catalogazione scientifica che ha permesso di riunire, conoscere e valorizzare opere di notevole valore artistico. Un lavoro reso ancora più importante dalla caratteristica stessa della statuaria da giardino, esposta alle intemperie e agli agenti atmosferici e anche per questo motivo a rischio di deperimento.
Un viaggio attraverso divinità mitologiche, figure allegoriche, personaggi di ‘carattere’ e maschere della commedia dell’arte che, partendo dalle prime opere cinquecentesche, approfondisce in particolare quelle del Sei e Settecento (momento di maggior fortuna per questo genere artistico) e arriva fino all’Ottocento. E’ un atlante che è possibile ‘sfogliare’ con l’aiuto del computer.
L’Atlante fornisce per ogni singola scultura da giardino, oltre ad un’ampia documentazione fotografica - costituita dalle immagini realizzate nel corso delle campagne fotografiche e, in taluni casi, dalle foto ‘storiche’ che è stato possibile reperire – anche la relativa scheda di catalogo, alla quale ne sono talvolta associate altre di approfondimento su opere collegate (disegno o bozzetto preparatorio, repliche o copie, ecc.).
Il percorso attraverso la statuaria da giardino inizia dalla rinascimentale concezione del giardino in cui elementi architettonici e scultorei si alternano ai reperti archeologici in uno spazio all’aperto che è teatro e museo – basti pensare alle realizzazioni di Alvise Cornaro e Gian Maria Falconetto, o villa Brenzone a Punta San Vigilio -; prosegue poi con la statuaria delle ville palladiane e le metamorfosi manieristiche, fino alla visione barocca in cui la scultura diventa l’elemento fondamentale nell’ornamento del giardino, spesso veicolo di un programma autocelebrativo che illustra la grandezza del nobile committente e la sua appartenenza all’Olimpo degli dei.
